L'AQUILA (7 aprile) - Una città fantasma. A quasi 24 ore dalla scossa principale, nelle strade e nei vicoli dell'Aquila ci sono solo i soccorritori. Il silenzio spettrale è rotto dal suono delle sirene e delle fotocellule che fanno luce sulle palazzine collassate.
Uomini e donne della protezione civile, dei vigili del fuoco, del personale medico del 118, dell'esercito stanno ancora cercando di strappare dalla macerie vite umane. A rendere ancora più difficile l'opera dei soccorritori ci s'è messa anche la pioggia, che ieri pomeriggio ha trasformato in fango tutti i detriti di cemento venuti fuori dalle case crollate. Il centro storico della città è silente. In piazza Duomo ci sono poche persone, rifugiate tutte sotto le tende montate dagli uomini dell'esercito.
La situazione più grave e drammatica è nelle prossimità delle quattro palazzine crollate. Salendo lungo via XX settembre ci si imbatte nella prima. Un palazzo di 5 piani ridotto, al momento, a un cumulo di macerie alto appena un piano. Qui i vigili del fuoco e le unità cinofile stanno cercando di capire dove sono posizionate le persone che ancora sono al suo interno. Davanti, oltre ai soccorritori c'è un gruppo di persone strette nelle coperte. Sono i parenti e gli amici dei ragazzi che si presume stiano sotto le macerie. Gli sguardi sono impauriti e pieni di angoscia: la palazzina completamente collassata non da troppo spazio alle speranze di trovare ancora vivo qualcuno.
Salendo ancora lungo i tornanti di via XX settembre arriviamo alla "Casa dello Studente". Qui i soccorritori sono impegnati nel cercare di estrarre 6 ragazzi. Questo complesso è composto da tre palazzine di 5 piani, costruite non appena 5 anni fa. Delle tre solo una è crollata, collassando di un piano. Dietro ai mezzi dei Vigili del Fuoco incontriamo Luca, uno studente universitario che aspetta notizie su suo cugino, uno dei 6 ragazzi ancora disperso. Luca ci racconta che sta aspettando da stamani alle 6, quando sono arrivati i primi soccorsi che all'inizio, in attesa dell'arrivo dei mezzi, hanno iniziato a scavare a mani nude.
Dopo via XX settembre continuiamo a salire. C'è un'altra palazzina di 4 piani completamente rasa al suolo. Una struttura degli anni 50 - come ci raccontano alcune persone che assistono ai soccorsi e che abitano nelle vicinanze - che non ha retto alla scossa delle 3: 32 di questa notte. Siamo in via Colle della Matrice, molti i ragazzi ancora sepolti sotto i resti della palazzina. Alle 8:05 c'è un momento di forte emozione. Matteo Antonioli, un ragazzo di 20 anni di Lanciano viene estratto vivo e subito trasportato nel vicino ospedale. Oltre a Matteo i soccorritori sentono ancora due voci di ragazze provenire da sotto le macerie. Inizia così una corsa contro il tempo per cercare di tirale fuori.
L'ultimo dramma è in piazza Pasquale Paoli. Qui è crollata un condominio di 4 piani dove c'erano 16 appartamenti. Da stamani, però, sono venuti fuori solo cadaveri. Oltre le transenne c'è il sindaco di un paesino del beneventano, Puglianello. E' qui perché la figlia di un suo assessore e la sua amica abitavano in questo palazzo. Una delle due sembra essere uno dei corpi estratti esanimi dai soccorritori. Le cattive condizioni del cadavere, però, ne hanno reso pressoché impossibile il riconoscimento da parte dei familiari.
Il lavoro dei soccorritori continuerà per tutta la notte. Ci sono ancora troppe giovani vite da salvare. In questa città, in questo momento, la cosa più importante è strappare i loro corpi vivi dalle macerie. Il resto degli aquilani è tutto a valle nelle tende montate in tutta fretta o è stato trasferito nei residence e negli alberghi della costa. Dei 70 mila abitanti del capoluogo abruzzese non c' traccia nel buio di questa notte, la prima dopo la grande scossa che ha cambiato per sempre la storia di questa città. (IL FALCO)
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