
L'AQUILA (26 aprile) - Un "sì" particolare quello che hanno detto stamani Claudia Mariani e Alberto Lorè. Sia per il luogo, una tenda, sia perché questa tenda è la chiesa della tendopoli di Bazzano, piccola frazione alle porte dell'Aquila. Non splende il sole in questo giorno e una coltre di nuvole minaccia pioggia. Ma nel campo c'è un'aria di festa.
La sposa arriva in orario, accolta dagli applausi dei volontari e di tutti gli abitanti della tendopoli. Lei, 28 anni, è una studentessa di veterinaria. Lui, 38 anni, fa il perito informatico in un'azienda alimentare e nel tempo libero ha ripreso gli studi in fisioterapia. Il sisma, e tutto quello che ne è venuto dopo, non gli ha fatto cambiare idea. Avevano fissato questa data per le loro nozze e l'hanno rispettata.
Lei in abito bianco, con il lungo strascico dietro. Lui stretto in un vestito grigio. La tenda-chiesa che ospita la funzione è davvero piccola. Dentro riescono ad entrare appena i parenti più stretti. Fuori tutti gli altri ospiti della tendopoli e i volontari che durante la celebrazione hanno preparato il banchetto dove gli sposi hanno brindato alla fine della messa.
La cura di questo campo, che ospita 350 abitanti, è affidata alle Misericordia della Campania e della Toscana. Il gruppo più grande, che si occupa anche del reparto cucina, proviene dall'Irpinia. Nusco, Atripalda, Sant'Angelo dei Lombardi, sono alcuni dei comuni da cui dopo la scossa di lunedì 6 aprile sono partiti i volontari, memori della loro esperienza tragica del sisma dell'80 e pronti a dare una mano ai senza casa abruzzesi.
Scende una lacrima sul viso di Claudia quando Don Romano legge il passo della parabola della casa costruita sulla roccia e quella sulla sabbia. «Venne la pioggia a dirotto, i fiumi strariparono, soffiarono i venti e si abbatterono su quelle due case; la prima casa, quella fondata sulla pietra, restò salda; l'altra, quella fondata sulla sabbia, crollò».
Loro una casa non l'hanno più. Il sisma ha reso inagibile l'abitazione di Bagno, altra frazioncina alle porte dell'Aquila, dove i due, da qualche mese, convivevano. Per adesso continueranno a stare nell'albergo di Francavilla, dove si sono trasferiti dopo il terremoto poi, in attesa della ricostruzione, andranno a vivere a casa dei genitori di lei.
A tre settimane dal terremoto che ha devastato l'Abruzzo nelle tendopoli intanto la vita continua. Ed un segno di normalità è anche questo matrimonio, fortemente voluto dagli sposi nonostante la tragedia del sisma. «In questo momento di dolore - sottolinea Don Romano nell'omelia - questi sposi ci regalano un piccolo sorriso che lenisce un po' le ferite provocate dal sisma. Questa coppia è il simbolo della speranza nel futuro della nostra comunità».
Dopo il brindisi e le foto di rito con volontari e soccorritori, i due sposi sono partiti alla volta della costa. La festa delle nozze è stata organizzata nello stesso albergo dove Claudia e Alberto dormono dal giorno dopo la grande scossa. «Niente viaggio di nozze negli Usa, per ora" - confida un parente dello sposo». «Adesso dobbiamo pensare a riprenderci e a cercare di riorganizzare le nostre vite. Appena le cose miglioreranno - le fa eco il padre di Claudia - partiranno». (IL FALCO)
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