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martedì 14 ottobre 2008

Quando l'intellettuale è doppio. Dopo Silone, Kundera

A quanto riportato da Adam Hradilek, lo scrittore ceco Milan Kundera sarebbe stato un delatore della polizia politica del regime comunista allora al potere in Cecoslovacchia. Secondo il rapporto di polizia scoperto, Kundera avrebbe denunciato, come disertore, Miroslav Dvoracek facendolo arrestare e condannare a 13 anni di lavori forzati nelle miniere d’uranio allora riservate ai prigionieri politici. La vicenda di Kundera è stata paragonata a quello di Gunter Grass, altro importante intellettuale europeo antitotalitario, che aveva nascosto la sua militanza giovanile nelle formazioni delle SS. A mio avviso, però, il paragone più pregnante con questa storia e quello della vicenda politica ed umana di un uomo come Ignazio Silone. Dopo le ricerche degli storici Biocca e Canali, infatti, si è ”scoperto” che Secondino Tranquilli (vero nome di Silone) era stato, allo stesso tempo, esponente di primo piano del movimento comunista internazionale ma, anche, confidente (e delatore) dell’Ovra, la polizia politica fascista. Dopo Silone, Kundera. Un altro intellettuale europeo, quindi, che gli eventi tragici della storia novecentesca ci restituiscono in uno sfondo di ambigua doppiezza. (IL FALCO)

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